Troppe informazioni
Siamo più collegati che mai. Internet è stata l’innovazione forse più importante nel settore della comunicazione da quando l’essere umano ha emesso il primo grugnito. La tecnologia dell’informazione produrrà quest’anno all’incirca quattro exabytes di informazioni. Questo è molto di più dell’informazione prodotta negli ultimi cinquemila anni. Il numero di utenti di Facebook è di 360 milioni ed è in continua crescita. Se Facebook fosse un paese, sarebbe il terzo stato più popolato del mondo, dopo la Cina e l’India. Una coppia su otto, sposatasi durante il 2008, si è conosciuta per Internet. Nella lingua inglese ci sono cinque volte più vocaboli che ai tempi di Shakespeare e al giorno d’oggi, ogni giorno affrontiamo la quantità d’informazioni che i nostri bisnonni affrontavano durante una vita intera.

Il nostro cervello però negli ultimi 40.000 anni non ha subito modifiche. Può quindi sopportare tutto questo? La risposta è sì: può farlo. C’è ovviamente un prezzo da pagare. Stiamo diventando forse più intelligenti o almeno più informati, ma si sta perdendo la nostra capacità di sentire empatia per gli altri. Per processare e superare un trauma ci vuole del tempo (come per esempio vedere in TV una scena di un bambino che sul punto di morire).
Ci servono tra i 7 e i 9 secondi per registrare il dolore, la paura o l’allegria. É un attimo, ma intanto la parte frontale del nostro cervello lavora per elaborare una risposta evoluta, come per esempio piangere per un sentimento d’empatia o sentirci eccitati per qualcosa che è successo ad un nostro amico. In caso di stress questa parte del cervello diminuisce la sua attività; inutile che lo stress è provocato dal sovraccarico d’informazione ricevuta.
Ci cono stati già moltissimi avvertimenti riguardo al danno che l’eccesso d’informazione può provocare. Possiamo “esplodere”? No, la parte della nostra mente che soffre il sovraccarico d’informazioni, funziona come una RAM ed è capace di immagazzinare sempre più informazioni. Il cervello semplicemente lavora di più.
Il problema è che la corteccia frontale (la parte frontale del cervello che controlla le emozioni umane) non si adatta così rapidamente ai cambiamenti. Riceviamo più informazione di quella che possiamo processare emozionalmente. Ironicamente in un ambiente di sovraccarico di informazioni, abbiamo bisogno dell’appoggio di altre persone solo, quando siamo troppo stressati.
Nel momento in cui abbiamo bisogno di stare in uno stato passivo o quando vogliamo smettere di pensare, accendiamo la televisione e ci mettiamo a guardare programmi assurdi, facciamo zapping o qualsiasi altra cosa che può mantenerci distratti. Il nostro cervello si riposa, non elabora informazioni, bensì emozioni.
Sederci e fissare lo sguardo nello spazio non può certo aiutarti ad imparare qualcosa, ma forse può aiutarti ad essere più sensibile alle necessità dei tuoi amici e della tua famiglia. Serve anche a ridurre la quantità di informazione che immagazziniamo. Succede la stessa cosa se riduciamo la quantità di informazione ricevuta o se prendiamo una pausa tra i vari banchi d’informazione. Rilassarsi e prendere un po’ di respiro può essere così semplice come affittare Appartamenti a Malaga, un luogo idillico.







